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Arrampicata – Introduzione

Questa sezione si propone di raccogliere gli itinerari di arrampicata dell’intera regione, documentandone le caratteristiche e in alcuni casi raccontandone la storia secondo le tesimonianze e l’esperienza vissuta dai primi salitori.

In molti casi le vie sono veri e propri itinerari esplorativi aperti nel periodo 1991-1997 nel corso di 6 anni di intensa e appassionata attività. Fino agli anni ’90 tutta la Val Bodengo era rimasta territorio inesplorato per l’arrampicata. Molte delle sue numerose strutture, accessibili e remote, sono state oggetto di sistematica esplorazione, tutti gli itinerari di quegli anni sono satti saliti dal basso, senza uso di trapano. Sono stati piantati a mano circa 500 spit e lasciati approssimativamente 300 chiodi. L’arrampicata in ValB è varia come la sua roccia e riserva sorprese entusiasmanti e molti nuovi tesori da scoprire. Gli itinerari descritti meritano di essere ripetuti ma devono essere affrontati con prudenza dato lo stato essenziale della chiodatura. Con future ripetizioni è possibile la sostituzione degli ancoraggi originali; questa operazione si auspica avvenga nel rispetto dello spirito con cui luoghi e itinerari sono stati scoperti. Si raccomanda quindi di non sovrapporre agli itinerari storici ottuse linee rette di ancoraggi resinati. La Valtellina e la Valchiavenna sono piene di strutture attrezzate “in sicurezza” e chi cerca roccia addomesticata e ammansita ha solo l’imbarazzo della scelta. La ValB è ancora un territorio di pareti libere che non hanno conosciuto il rumore dei trapanatori, è un luogo di lunghi avvicinamenti, spesso senza sentieri, selvaggio e ricco di sorprese. Qui arrampicare è ancora scoperta e stupore. A questo scopo la valutazione degli itinerari non si basa solo sulle difficoltà date dai gradi. Le scalate più lunghe possono essere vere e proprie avventure dove intuizione ed esperienza giocano un ruolo molto più importante rispetto alla dotazione muscolare. Per questo abbiamo deciso di utilizzare diversi criteri per classificare le vie:

grado: scala uiaa perché pensiamo che la valutazione sia più espressiva e restituisca anche la dimensione dell’impegno psicologico e non solo di quello atletico.

arrampicata artificiale: spesso nell’apertura delle vie si è ricorso all’aiuto di staffe, abbinate a chiodi, stopper, skyhook, copperhead ecc. Viene indicata la difficoltà del passaggio nella scala convenzionale A declinata nei numeri compresi tra 0 e 5. In molti casi i passaggi possono essere ripetuti in libera.

proteggibilità: solo dove necessario specificarlo abbiamo inserito una scala relativa alla proteggibilità della scalata.

La scala, identificata con la lettera P, è compresa tra 1 e 4: P1 distanza tra gli ancoraggi inferiore a 4 metri, P2 distanza compresa tra 4 e 10 metri, P3 distanza compresa tra 10 e 20 metri, P4 distanza superiore a 20 metri. Questo dato letto insieme al grado restituisce un’idea più chiara della difficoltà da affrontare. Resta evidente che nei casi in cui l’itinerario abbia subito intervento chirurgico di trapanatura per la cosidetta “messa in sicurezza” tutto questo perde di senso.

In conclusione e per fare un esempio: una via valutata VII / P1 può essere molto meno impegnativa di un’itinerario quotato V+/ P3.

Non mettiamo le briglie alla Val Bodengo lasciamo che resti uno degli ultimi territori di bassa quota dove ritrovarsi, perdersi, confondersi e stupirsi in assoluta libertà !