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Strutture

Orizzonte Perduto (Múta)

Bastionata alta 300 metri sovrastata da altre strutture minori per ulteriori 100 metri. Offre grandi lastre inclinate ma non troppo, spesso generose di appigli ed erosioni ma altre volte imprevedibilmente lisce e avare di prese. Le vie risultano essere facili a destra della struttura e man mano sempre più impegnative spostandosi verso sinistra. A nostro parere è una delle placconate più belle della ValB richiede impegno anche per l’avvicinamento, selvaggio e a tratti faticoso.

Descrizione

Grande placconata di solido granito, molto compatto. Di forma romboidale, la placca risale da uno stretto canalone dalle impervie sponde, alta 250 m si apre occupando nel punto più ampio un fronte di 200 m. La placconata è più verticale nella parte centrale, mentre sulla destra si appoggia suggerendo linee di salita più accessibili. Al di sopra di questo scudo, sulla destra si stacca un’altra grande struttura verticale ed articolata alta più di 100 m.

La roccia del grande scudo richiede una grande padronanza dell’arrampicata in aderenza e movimenti delicati ed eleganti, mai di forza. Il granito è molto compatto e poco articolato, risultando difficilmente proteggibile.

Accesso

Due sono gli accessi che consigliamo per le Placche dell’Orizzonte Perduto: il primo parte dal grande parcheggio/piazzola per elicottero posto tra la loc. Brusèda e Bodengo mentre per il secondo si parcheggia sempre nello stesso posto ma è necessario tornare indietro fino alla seconda  cappella votiva (917m) tra Pra Pincè e Bodengo. Entrambi gli avvicinamenti si ricongiungono per superare l’ultimo salto ai piedi della struttura. La salita alle placche è più agevole ad inizio stagione perché la vegetazione è ancora bassa e non sono cresciuti i rovi, al tempo stesso però si può trovare ancora neve nel canale sottostante le placche, che è necessario attraversare per accedere all’attacco delle vie.

  1. Dal parcheggio proseguire poco lungo la strada fin prima di un torrentello che la attraversa; risalirlo lungo il lato sinistro orografico (cartello) fin quasi al primo salto roccioso; uscirne a destra e proseguire nel vallone che si ha di fronte. Quando il bosco si fa più ripido salire decisamente sul pendio di destra raggiungendo il filo di una dorsale caratterizzata da un grosso faggio; seguirla per circa 100 metri, tagliare in diagonale verso destra attraversando un fitto boschetto di abeti e salire poi più direttamente a due bellissimi faggi con grosse radici a vista che si abbracciano. Proseguire quindi sulla dorsale su cui ci si trova seguendo una vaga traccia tra fitti abeti fino ad una zona più aperta con erba e betulle; continuare ancora dritti seguendo l’ampio dosso che si risale superando altri due faggi secolari. Poco dopo si arriva in vista di alcuni risalti rocciosi che sembrano sbarrare la strada; costeggiarne la base verso destra fino ad un faggio con ometto; da qui con facili passi di arrampicata (II) risalire zig-zagando prima verso destra e poi a sinistra fino ad una rampa erbosa che porta ad un sistema di comode cenge. Seguirle con percorso da intuire fin sulla sommità del dosso dal quale si ha visione dell’intera placconata. Per raggiungere l’attacco delle vie “Mezzaluna” e “Naufragio” è necessario scendere fino alla base del sistema di placche, mentre per la via “Besalesc” traversare in piano su una cengia erbosa all’altezza della S1 di “Mezzaluna” fino ad una scritta in vernice rossa poco visibile e uno spit annerito circa 20m più in alto. L’attacco della via “Il Canto delle Vipere” si raggiunge invece continuando a salire sull’ampio dosso a sinistra della placconata principale fino a due grossi faggi isolati (+20 minuti).
  2. Il Sentiero di Roccia (leggi qui).

Elenco vie (partendo da sinistra):